03. MA Accessories Design

Marta
Raggi

Hyperreality

Hyperreality

Dall’inizio della quarantena, la nostra vita è stata pervasa da un carico sempre più ingombrante di stress e malinconia, che rischia di trascinarci verso un distacco sempre maggiore dalla realtà. Luce, colori, odori natura e tutti gli spunti creativi annessi ci sono oggi preclusi. Ciò non vuol dire che non esistano modalità alternative di interazione con tutto ciò che si trova al di fuori. Possiamo comunque far entrare nelle nostre case la tridimensionalità di cui siamo stati privati e continuare a nutrire la nostra immaginazione: la soluzione si chiama iperrealtà.
La quarantena ci ha trasportati tutti in un’iperrealtà in cui immaginazione e sogni regnano supremi. E se non esistono confini, l’unica via d’uscita è lasciare libero sfogo alla creatività: grazie alla tecnologia, infatti, possiamo decorare i nostri sfondi o volti con fiori primaverili, ma anche ritagliarci e reincollarci su soffici distese erbose, magari circondati da animaletti che in natura neanche esistono, ma che ci fanno comunque sentire meno soli.
Questa dinamica coinvolge non solo l’intimità delle nostre case, ma anche il mondo artistico nel suo insieme: mai come oggi l’arte e il digitale sono stati connessi, soprattutto quando si parla di moda. Un numero sempre maggiore di artisti sta infatti iniziando ad immergersi in universi ricreati digitalmente attraverso programmi di grafica, software per videogiochi e tecniche 3D.
Il risultato sono realtà utopiche e virtuali che, paradossalmente, prendono spunto dalla realtà più incontaminata dal progresso.

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