01. BA Costume & Fashion

Renato
De Simone

"Can't See Myself When I Look In The Mirror"

"Can't See Myself When I Look In The Mirror"

Questo progetto nasce dall’idea di cosa succederebbe se domani ti svegliassi e iniziassi a percepire tutta la tua vita, tutta la tua esistenza contemporaneamente, come se mentre stai leggendo queste parole allo stesso tempo vivessi il tuo primo giorno di scuola, la prima volta che ti sei innamorato/a, tutte le tue prime esperienze, e immagina anche tutti i tuoi momenti peggiori percepiti contemporaneamente ai migliori, sarebbero come una costante crepa che mentre si crea si ripara allo stesso tempo; se ti guardassi allo specchio dopo aver appena acquisito un potere del genere saresti in grado di riconoscerti, di vederti in un determinato momento della tua vita? All’inizio vedresti una somma di tutto ciò che eri, sei e sarai, una visione frammentata in continua mutazione.

Basandomi su questo concetto iniziale ho ipotizzato 3 armadi che potessero rappresentare e raccontare le 3 fasi della vita: infanzia, adolescenza e età adulta, per l’infanzia ho scelto di raccontare la mia storia, attraverso la divisa che ero obbligato a indossare da piccolo, il mio riferimento è un abbigliamento formale ma non elegante composto di camicia, blazer, pantaloncini. Per l’adolescenza ho scelto un abbigliamento più tecnico e active composto da pantaloni cargo e capi outdoor funzionali alle varie occasioni d’uso, infine per l’armadio dell’eta adulta ho preso spunto dall’armadio di mio padre, un armadio più vasto fatto di quei capi “più importanti” che però possono variare nello stile dato il fatto che si è vissuto di più.

Attraverso un gioco di fotografia, decostruzione, drappeggio ho reinterpretato questi capi, mixando i 3 armadi ho cercato ricreare questa sensazione di dispersione temporale, una sorta di continuo flusso irrefrenabile tra i ricordi.

 

This project start from the idea of ​​what would happen if you wake up tomorrow and start perceiving your whole life, your whole existence at the same time, as if while you are reading these words at the same time you were living your first day of school, the first time that you fell in love, all your first experiences, and imagine also all your worst moments perceived at the same time as the best ones, would be like a constant crack that while it is created is repaired at the same time; if you looked in the mirror after having just acquired such a power would you be able to recognize yourself, to see you at a certain moment in your life?

At first you would see a sum of all that you were, are and will be, a fragmented vision in constant change.

Based on this initial concept I hypothesized 3 wardrobes that could represent and tell the 3 phases of life: childhood, adolescence and adulthood, for childhood I chose to tell my story, through the uniform that I was forced to wear as a child, my reference is formal but not elegant clothing consisting of shirt, blazer, shorts. For adolescence I chose a more technical and active clothing consisting of cargo pants and outdoor garments functional to the various occasions of use, and for the wardrobe of adulthood I took inspiration from my father’s wardrobe, a larger wardrobe made of those “most important” garments, that can vary in style because it has lived more.

Through a game of photography, deconstruction, drapery I reinterpreted these garments, mixing the 3 wardrobes I tried to recreate this feeling of temporal dispersion, a sort of continuous unstoppable flow between memories.

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