01. BA Costume & Fashion

Valeria
Salvatori

Ego fatum

Ego fatum

Ego Fatum nasce dalla la filosofia giapponese dell’Ikigai. Tradotto in italiano questo termine rappresenta il concetto di ricerca della propria essenza. La parola, composta da due termini: Iki = vita e Gai = conchiglia, rappresenta una metafora secondo la quale ognuno di noi è imprigionato in una sorta di corazza/conchiglia e, solo tramite l’Ikigai potrà scoprire la sua vera forma e liberarsi. Questa filosofia cerca di trovare uno scopo ultimo nella vita di ognuno; per farlo propone un percorso che si articola in diversi interrogativi che ogni uomo deve porsi e ai quali deve trovare una risposta. Concetti fondamentali dell’IkiGai sono sostenibilità, riuso e armonia nel rapporto tra uomo e natura. Gli abiti della capsule collection infatti, grazie alla collaborazione di Grana Padano, sono stati confezionati con gli schiavini, teli di lino pregiato che vengono utilizzati durante il processo di cagliatura delle forme di Grana. Questi teli, destinati al macero una volta terminato il loro lavoro, hanno così trovato una seconda possibilità di vivere. Successivamente tutti i tessuti della collezione sono stati tinti esclusivamente con estratti di piante tintorie. Per nobilitare le materie prime di questa collezione agli schiavini di lino sono stati abbinati intarsi dei pizzo ecosostenibile. Sono state riprese delle forme della moda anni trenta, rielaborando alcune delle caratteristiche principali della moda dell’epoca come i pantaloni palazzo, ampi e scivolati, maniche a sbuffo e colli importanti, abiti leggerissimi di chiffon di seta e gonne fluide. Un altro punto di riferimento è stato Cristobal Balenciaga, in particolare il suo lavoro durante gli anni cinquanta. Il concetto di leggerezza, voluttuosità ed equilibrio delle forme unito all’idea di rinascita che, come si evinceva dalla filosofia dell’IkiGai, era concettualmente espressa nel simbolo della conchiglia, pertanto il tentativo è stato quello di disegnare delle forme che potessero contemplare l’idea di corazza. Per esprimere ciò, la ricerca grafica del progetto ha vertito sulla realizzazione di maniche rigonfie e sovra misurate arricciate da coulisse, arricciature in vita ideate in simil punto smock e colletti sfrangiati.

Ego Fatum finds its origins from the Japanese philosophy of Ikigai. Translated into Italian this term conveys the idea of the individual research of one’s own essence. This word, which is composed of two terms: Iki = life and Gai = shell, represents a metaphor whereby each one of us is imprisoned in a sort of shell, and only through the Ikigai we are able to discover our true form and free ourselves. This philosophy aims at finding an ultimate purpose in everyone’s life; to do this, it proposes a path that is divided into several questions that every man must ask himself and to which he must find an answer.
Some of the key elements of IkiGai are definitely sustainability, reuse and harmony in the relationship between man and nature. Indeed, thanks to the collaboration of Grana Padano, the clothes of the capsule collection have been made with schiavini, fine linen sheets that are used during the curdling process of Grana Padano cheese forms. These sheets, which are usually destined to be thrown away once their work is done, have thus found a second chance to live. Subsequently, all the fabrics in the collection were dyed exclusively with extracts of dyeing plants. In order to ennoble the raw materials of this collection, the linen schiavini were combined with eco-sustainable lace inlays.
This collection has been inspired by the shapes of the Thirties, reworking some of the main features of the fashion of the time such as wide and flowing palazzo pants, puffed sleeves and prominent collars, very light silk chiffon dresses and flowing skirts. As well as Cristobal Balenciaga, especially his work during the 1950s was an important landmark for this collection. The concept of lightness, voluptuousness and balance of forms combined with the idea of rebirth which, as evidenced by the IkiGai philosophy, was conceptually expressed in the symbol of the shell; therefore, the attempt of this collection was to design forms that could contemplate the idea of protective armor.
In order to convey this idea, the graphic research of the project focused on the creation of puffy and oversized sleeves curled by a coulisse, fabric gathered at the waist and designed with smock stitch effect, and fringed collars.

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