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Silvia Stefanucci

Hand in Hand nasce come Progetto di rivalutazione delle competenze artigianali, uniche e locali, appartenenti alle proprie origini culturali.
La ricerca e lo studio sono base e forte punto di partenza per la rielaborazione della propria idea stando attenti a non incorrere nel rischio di plagio; reinterpretando e rielaborando alcune applicazioni , si valorizza e si da nuova vita a tradizioni che rischiano d’esser perse.
Il percorso per questo progetto parte dall’approfondimento delle radici popolari, contadine, sacre e profane Abruzzesi; diverse sono le peculiarità artigianali che caratterizzano questo posto, tra arti di liutai per “Dubbot” e Zampogne, dettagli legati alla transumanza, le celebrazioni del Santo del paese, gioielli e monili come dati nuziali, peculiarità ed arti della ceramica, fino ad arrivare ai confetti di Sulmona.
Partendo dall’incarto del packaging di quest’ultimi, si crea un motivo decorativo floreale caratteristico e dalle molteplici possibilità: originariamente fatti in cellofan, velo, raso o nylon, ora la sperimentazione da vita a fiori in pelle e nylon dalle forme diverse.
La sovrapposizione di più veli, reti e rasi colorati trasparenti, crea un link diretto con il mondo degli effetti olografici, gradients e degradè come effetti spruzzati nuvolati sulla pelle.
Inoltre il confetto, come propria forma a se, tonda, morbida, dal tocco setoso, rievoca la ricerca di forme di Ernesto Neto, questi dettagli prendono forma sull’accessorio con tubolari morbidi , nella rotondità dei materiali e con fiori dai profili tondeggianti.
Una linea fresca, dallo spirito couture, con dettagli unici e delicati, colori brillanti affiancati a grandi classici della maison romana per giocare tra linee e forme.
Le borse seguono le forme di cestini e bouquet di fiori profumati dall’aspetto scherzoso, pelli rotonde dal finissaggio opaco; le scarpe sono un’alternanza di pump e sandali reinterpretando must come il “Capri” in una vena più moderna e contemporanea.

Hand in Hand was born as a project for the re-evaluation of artisanal skills, unique and local, belonging to one’s own cultural origins.
Research and study are the basis and strong starting point for the re-elaboration of one’s idea, being careful not to run the risk of plagiarism; reinterpreting and reworking some applications, it enhances and gives new life to traditions that risk being lost.
The path for this project starts with an in-depth study of Abruzzo’s popular, peasant, sacred and profane roots; there are several handicraft peculiarities that characterize this place, including the arts of luthiers for “Dubbot” and Bagpipes, details related to transhumance, the celebrations of the Saint of the town, jewels and jewels as wedding data, peculiarities and arts of ceramics, up to the sugared almonds from Sulmona.
Starting from the wrapping of the packaging of the latter, a characteristic floral decorative motif is created with multiple possibilities: originally made in cellophane, veil, satin or nylon, now experimentation gives life to flowers in leather and nylon with different shapes.
The overlapping of several transparent colored veils, nets and satins creates a direct link with the world of holographic effects, gradients and degradè as sprayed and cloudy effects on the skin.
In addition, the sugared almond, as its own shape, round, soft, with a silky touch, recalls Ernesto Neto’s research of shapes, these details take shape on the accessory with soft tubulars, in the roundness of the materials and with flowers with rounded profiles.
A fresh line, with a couture spirit, with unique and delicate details, bright colors combined with great classics of the Roman maison to play with lines and shapes.
The bags follow the shapes of baskets and bouquets of perfumed flowers with a playful look, round leathers with a matte finish; the shoes are an alternation of pumps and sandals reinterpreting must-haves like the “Capri” in a more modern and contemporary vein.

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