Lanificio di Sordevolo

Tana

Camilla Binetti

Nell’estremo caos della nostra contemporaneità, in cui guerre, pandemie, cambiamenti
climatici, problemi politici e altrettanti problemi sociali si manifestano ogni giorno, troviamo
un inconsueto parallelismo con la corrente dell’espressionismo che nei primi anni del
900 ha collezionato una serie di opere di grande livello. Ciò che però è affascinante di
tale corrente è stato l’atteggiamento di pessimismo nei confronti della realtà circostante e
quindi di una rappresentazione della propria interiorità tormentata per liberarsi dalle ingiustizie
e dai traumi personali. Le intenzioni sono piuttosto forti, dettate da tratti ed opere
sinistre, macabre e crude che tentano di rivelare un mondo esterno marcio, ma anche una
percezione interna altrettanto negativa. In un modo odierno che si discosta poco da quello
in cui vivevano gli espressionisti, le vicende hanno solo cambiato epoca ma continuano
a tormentare l’essere umano. In questo quadro, mi occupo di fornire una via di fuga, un
mondo diverso in cui prevale l’atmosfera onirica, costruito sulla base di ricordi e scene di
vita personali che possano semplicemente rassicurare, calmare, affascinare un pubblico
che è già turbato.

Ne deriva una mescolanza di iconografie rasserenanti, nostalgiche, malinconiche ma
attuali che si spezzano, si colorano, si ricostruiscono, si evolvono e creano delle rappresentazioni
surreali, nuove, ambigue ma piacevoli, creando il mio personale Metaverso. Tra
le ispirazioni personali c’è sicuramente un richiamo al sud Italia e ai suoi paesaggi e sensazioni
che rappresentano per eccellenza lo stile di vita semplice e lento, ma anche la gioia
della famiglia, degli affetti e delle relazioni, il tutto racchiuso in un approccio sicuramente
positivo. Così come faceva Dubuffet, voglio sfidare il concetto di banalità, vita quotidiana,
ordinarietà, per sfuggire almeno in questo modo da tutte le preoccupazioni di cui veniamo
costantemente bombardati. Correlato al sentimento di nostalgia e all’estetica surreale
ne deriva una sinergia con il tratto grafico infantile, che idealizza il ritorno alle origini che
gli Espressionisti predicavano. I tratti infantili, anche questi presi in esame da Dubuffet,
diventano anche il tramite per una rappresentazione spontanea come se fosse un esercizio
per isolarsi appunto da tutto il mondo esterno, disegnando senza freni, con estrema
libertà e spensieratezza, creando una forma d’arte stessa. In buona sostanza, la nostalgia
ci serve a trovare un comune denominatore nei naturali cambiamenti che fanno parte
dell’esistenza, e poi per farci coraggio nei momenti più duri, rammentandoci di quando
siamo stati felici e spensierati.

In the extreme chaos of our contemporary times, in which wars, pandemics, changing
climate, political problems and as many social problems manifest themselves every day, we find
an unusual parallel with the current of expressionism, which in the early 1900s
900 collected a number of outstanding works. What is fascinating about that current was the attitude of pessimism toward the surrounding reality and therefore of a representation of one’s own tormented interiority in order to free oneself from injustices and personal traumas. The intentions are quite strong, dictated by traits and works that are sinister, macabre and crude that attempt to reveal a rotten external world, but also a equally negative internal perception. In a present-day manner that differs little from that in which the Expressionists lived, the events have only changed epochs but continue to haunt the human being. Within this framework, I am concerned with providing an escape route, a different world in which the dreamlike atmosphere prevails, built on the basis of memories and scenes of personal lives that can simply reassure, calm, fascinate an audience who is already troubled.

The result is a mixture of soothing, nostalgic, melancholic but topical that break up, color, reconstruct, evolve and create representations that are surreal, new, ambiguous but pleasing, creating my own personal Metaverse. Among personal inspirations there is definitely a reference to southern Italy and its landscapes and sensations that represent par excellence the simple and slow lifestyle, but also the joy of family, affection and relationships, all encapsulated in a definitely positive. Just as Dubuffet did, I want to challenge the concept of banality, everyday life, ordinariness, to escape at least in this way from all the worries with which we are constantly bombarded. Related to the feeling of nostalgia and the surreal aesthetic synergy ensues with the childlike graphic line, idealizing the return to the origins that the Expressionists preached. Childlike features, also examined by Dubuffet, also become the medium for spontaneous representation as if it were an exercise
to isolate oneself precisely from all the outside world, drawing without restraint, with extreme
freedom and lightheartedness, creating an art form itself. In essence, nostalgia
serves us to find a common denominator in the natural changes that are part
of existence, and then to give us courage in the hardest moments, reminding us of when
we were happy and carefree.

Shooting
Moodboard
Lineup & Sketches