Il mio progetto nasce da una ricerca sul suono nel lusso: i rumori generati da materiali, lavorazioni e prodotti. Lo studio ha portato alla realizzazione di un contenuto editoriale e curatoriale che si articola in un archivio dei suoni della moda e in una collana di libri.
“Fashion Sounds Archive” è un archivio che nasce per collezionare i suoni dei materiali, lavorazioni e prodotti. In questa fase di sviluppo l’intenzione è quella di raccogliere dei suoni della moda che allo stato grezzo siano riconoscibili e di valore.
In aggiunta alla catalogazione dei rumori, vi è una sezione dedicata a interviste di approfondimento sul suono e le sue applicazioni. L’obiettivo è di provare a rispondere a una serie di stimoli e interrogativi sorti durante la fase di ricerca come: può il suono in una mostra di moda restituire vitalità a un abito immobile su un manichino? Può il suono di un oggetto arricchirne il suo valore?
Dall’altra parte, “A Museum in a Book in a Box” è una collana di libri dove ogni volume racconta un materiale, una lavorazione o un prodotto attraverso il loro suono come voce narrante. I volumi hanno lo scopo di permettere un contatto fisico con i materiali. Ogni numero è definibile come un museo editoriale, conservato all’interno di una box, e racconta, con un approccio curatoriale, l’oggetto di studio tramite gli stimoli uditivi, tattili e visivi che può suscitare.
Il primo materiale selezionato come protagonista di “A Museum in a Book in a Box” è la carta perché è il primo strumento con cui si confronta un creativo quando comincia a progettare, è un mezzo attraverso cui si entra in contatto con la moda ed è lo strumento con cui si realizzano gli abiti grazie ai cartamodelli.
All’interno della box è inserita una radio con delle tracce di accompagnamento ai capitoli del libro in quanto la pubblicazione cartacea non permette di riprodurre l’intero reparto di suoni che l’oggetto di studio produce. Il risultato è una colonna sonora da ascoltare durante la visione del volume.
Sia l’archivio che la collana di libri prevedono l’apertura a collaborazioni con i brand. Questo è possibile perché le aziende di moda o di gioielleria hanno dei materiali o delle lavorazioni che caratterizzano la loro identità.
L’intenzione è di continuare ad approfondire tutte le applicazioni che il suono può avere nell’ambito moda e nella sua comunicazione, cercando di rispondere a spunti come: il ritmo delle lavorazioni può venire registrato come una proprietà intellettuale di un brand? Il suono può diventare uno strumento di riferimento nell’autenticazione di un prodotto di lusso?
My project is about sound in luxury: the sounds of materials, manufacturing, and products. It is a curatorial and editorial project that is constituted by an archive of the sounds of fashion and a book series.
Fashion Sounds Archive has the aim to collect the sounds of materials, manufacturing, and products. The first step in the development of the archive is to collect the sounds of fashion that in the raw state are recognizable and valuable.
Also, in the archive there is a section dedicated to a series of interviews to professionals about sound and its applications. The aim of these documents is to try to answer to some questions raised during the research like: Can sound in a fashion exhibition restore life to a motionless dress on a mannequin? Can the sound of an object enrich its own value?
On the other side, “A Museum in a Book in a Box” is a book series that presents materials, manufacturing, and products through their sounds. Every book is defined as an editorial museum, it is kept in a box, and presents with a curatorial perspective the object of study through its auditory, tactile, and visual stimuli.
The first issue is dedicated to paper because it is a material used by designers to begin a project, it is a medium utilized by fashion to communicate and it is a tool to create garments through patterns.
Although the book physically shows materials and manufacturing, it does not allow to reproduce all the sounds that the study object produces. For this reason, inside the box, there is a radio with a specific track for each chapter of the book. The result is a soundtrack to be reproduced while watching the pages.
Both the archive and the book series allow to collaborate with brands because fashion companies, but also other sectors such as jewelry, have materials or manufacturing that characterize their identity.
The intention is to continue to deepen all the applications that sound can have in the field of fashion and its communication, trying to answer to questions such as: can the rhythm of manufacturing characterize a brand or a product and be registered as an intellectual property? Can sound become a useful tool in the authentication of a luxury product?
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