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UTOPIA?

Ilaria Polveroni

Utopia? is a collection inspired by a futurist hypothesis that, due to globalization and thus ethnic mixing, variations in the human genome related to regional characteristics will no longer exist and will be evenly distributed across the planet.
In thousands of years, by the year 20 000, there will then exist a universal ethnicity given by the mix of existing peoples. We will all look the same with no more distinctions.
Inspired by this theory, however pure utopia to date, I created a multicultural collection, mixing traditions of peoples and tribes, blending different worlds together to create a new and unique future culture.
In the creative process I chose to approach the research not, with a didactic approach but a conceptual one, combining traditions with deep meanings because identity from Africa, Asia, India and New zealand with contemporary artworks.
One of the first cultural traditions examined concerns scarification, an ancient custom practiced only by certain African ethnic groups ( the Shilluk, the Denka in the Sudan, the Yoruba in Nigeria, etc. ) and among Australian aborigines. I associated this kind of tattoo made with scars on the skin with the work of artist Laëtitia Fortin, who through her works questions the criteria of beauty of the skin.
Then,I tried to recreate the characteristic bulges by creating a tassel manipulation through cuts and seams.
I also associated the brass necklaces worn by some peoples of Thailand the Kayan Lahwi (known for the traditional practice of women elongating their necks through the use of brass rings) and the necklaces, adorned with beads of African peoples with the work of a contemporary artist, Wengechi Mutu.
I drew from this to create a manipulation using tassel and creating parallel seams later padded with wool.
Larger to simulate the necklaces of the Ndebele people and thinner simulating the traditional clothing of the Yali tribe.
I incorporated this workmanship on skirts and dresses creating sculptural shapes just like the statues of the contemporary artist Mutu.
Other contaminations come from the tradizinal clothing of the Maori (especially the KAKAHU) and their tattoos, I also drew from Spanish straw masks with a spiritual value to the artistic works of Simone Leigh.
On this trip I also mixed past and future by creating a futuristic atmosphere inspired especially by a photographic work by Tim Walker.

Utopia? è una collezione che trae ispirazione da un’ipotesi futurista secondo cui, a causa della globalizzazione e quindi della mescolanza etnica, le variazioni del genoma umano relative alle caratteristiche regionali non esisteranno più e saranno uniformemente distribuite su tutto il pianeta.
Tra migliaia di anni, entro il 20 000, esisterà quindi un’etnia universale data dal mix dei popoli già esistenti. Avremo tutti le stesse sembianze senza più distinzioni.
Ispirandomi a questa teoria, per quanto ad oggi pura utopia, ho creato una collezione multiculturale, mixando tradizioni di popoli e di tribù, fondendo mondi differenti tra loro per creare una nuova ed unica cultura futura.
Nel processo creativo ho scelto di affrontare la ricerca non, con un approccio didascalico bensì concettuale, associando tradizioni con significati profondi perchè identitari provenienti dall’Africa, dall’Asia, dall’India e dalla Nuova zelanda ad opere di arte contemporanea.
Una delle prime tradizioni culturali prese in esame riguarda la scarificazione, un’antica usanza praticata solo da alcuni gruppi etnici africani ( gli Shilluk, i Denka nel sudan, gli Yoruba in Nigeria, etc. ) e tra gli aborigeni australiani. Ho associato questa sorta di tatuaggio realizzato con cicatrici sulla pelle all’opera dell’artista Laëtitia Fortin, la quale attraverso le sue opere mette in discussione i criteri di bellezza della pelle.
Ho quindi cercato di ricreare i caratteristici rigonfiamenti creando una manipolazione in nappa attraverso tagli e cuciture.
Ho inoltre associato le collane in ottone indossate da alcuni popoli della Thailandia i Kayan Lahwi (noti per la pratica tradizionale delle donne di allungare il collo attraverso l’uso di anelli di ottone) e le collane, adornate di perline dei popoli Africani all’opera di un’artista contemporanea, Wengechi Mutu.
Ho attinto da tutto ciò per creare una manipolazione utilizzando la nappa e creando delle cuciture parallele imbottite successivamente con la lana.
Più grandi per simulare le collane del popolo Ndebele e pù sottili simulando l’abbigliamento tradizionale della tribù Yali.
Ho inserito questa lavorazione su gonne ed abiti creando delle shapes scultoree proprio come le statue dell’artista contemporanea Mutu.
Altre contaminazioni provengono dagli abiti tradizinali dei Maori (in particolar modo dai KAKAHU) e dai loro tatuaggi, ho anche attinto dalle maschere Spagnole in paglia con un valore spirituale alle opere artistiche di Simone Leigh.
In questo viaggio ho inoltre mixato passato e futuro creando un’atmosfera futurista ispirandomi in particolar modo da un’opera fotografica di Tim Walker.

Shooting
Moodboard
Lineup & Sketches